Passivhaus

Il nostro Studio offre servizi di progettazione e direzione lavori di “case passive” (PassivHaus): l’ing. De Bona Valeria è Progettista Passivhaus Certificato, in seguito al superamento dell’esame internazionale per progettisti e consulenti Passivhaus del Passivhaus Institut di Darmstadt (DE).

Il settore delle costruzioni è responsabile del 51% delle emissioni di gas serra: diventa quindi fondamentale progettare e costruire edifici sostenibili, che abbiano cioè un basso consumo energetico, basse emissioni e quindi rispettino l’ambiente.

Passivhaus è uno standard di progettazione edilizia che garantisce un'elevata efficienza dal punto di vista energetico e del comfort abitativo, oltre che economico ed ecologico.

La prima Passivhaus è stata costruita nel 1991 a Darmstadt in Germania dal Dr. Wolfgang Feist e da allora sono stati costruiti migliaia di edifici certificati Passivhaus in tutto il mondo e con diversi climi.

 

Il principio è quello di coprire la maggior parte del fabbisogno energetico mediante componenti passivi (serramenti a taglio termico, coibentazione termica, recupero di calore, etc.) e apporti passivi (irraggiamento, elettrodomestici, persone, etc.), in modo da rendere spesso non necessaria la presenza di un impianto attivo di riscaldamento e creare un comfort abitativo (assenza di muffa, condensa, spifferi, etc.).

Una casa passiva consuma per il riscaldamento il 90% in meno rispetto alle case tradizionali, e circa il 75% in meno rispetto alle nuove case costruite secondo la regolamentazione termica attuale: per rendere l'idea, è sufficiente meno di 1.5 lt/mq all'anno di gasolio (15 kWh/mq anno), pari ad una spesa di circa 200 euro all’anno per un appartamento medio.

 

Il protocollo Passivhaus si basa su 5 pilastri:

 

1. Ottima coibentazione termica di tutti gli elementi costruttivi dell’involucro termico dal pavimento, alle pareti esterne fino alla copertura (U ≤ 0,15 W/m²K);

 

 

 

 

 

2. Serramenti con telai ben coibentati e tripli vetri basso emissivi (nel Centro e Sud Italia sono sufficienti doppi vetri basso emissivi) con un elevato valore di fattore solare g (50-55%) e posati in modo da assicurare una buona coibentazione (Uw,inst ≤ 0,8 W/m²K); accurata progettazione e controllo degli apporti solari passivi progettando le superfici finestrate in base all’esposizione, garantendo contemporaneamente con opportuni sistemi schermanti ed ombreggianti la protezione dal surriscaldamento estivo;

 

 

3. Eliminazione o almeno riduzione dei ponti termici (Ψ < 0,01 W/mK), grazie ad un’esecuzione a regola d’arte della protezione termica fino ai minimi dettagli;

 

 

4. Tenuta all’aria degli elementi costruttivi esterni verificata mediante test di pressione Blower Door, che consiste in una prova in cui l’edificio viene messo in sovrappressione ed una in cui viene messo in depressione per verificare che il tasso (incontrollato) di ricambio aria per spifferi n50 rimanga inferiore a 0,6 volumi di aria/h;

 

 

 

5. Ventilazione meccanica controllata con recupero di calore superiore al 75% e un assorbimento elettrico limitato a 0,45 W/(m³/h), per evitare dispersioni di calore e garantire al contempo un’idonea qualità di aria interna.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per raggiungere lo standard Passivhaus, è necessaria quindi una buona progettazione con un’attenzione particolare ai dettagli esecutivi e alla gestione di ogni fase realizzativa in cantiere.

I costi aggiuntivi sono pari a qualche punto percentuale, ma saranno ammortizzati in poco tempo grazie al risparmio sul consumo di energia.

I criteri progettuali Passivhaus possono essere applicati anche nelle ristrutturazioni degli edifici esistenti, con tutti i relativi vantaggi già elencati, usufruendo anche delle detrazioni fiscali statali (65% dall’Irpef e dall’Ires per interventi di riqualificazione energetica degli edifici e 50% dall’Irpef per ristrutturazioni edilizie).
"Se fai qualcosa, fallo bene!"